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Dall'India l'antica 'scienza della vita'
Ayurveda

Dall'India l'antica 'scienza della vita'

Un sistema di medicina preventiva e di cura della salute con quasi 5 mila anni di storia alle spalle. Questo è l’Ayurveda, termine di derivazione sanscrita* che significa “scienza (o conoscenza) della vita” (ayus ovvero vita e veda cioè scienza o conoscenza). E’ nata in India ed è tuttora diffusamente praticata in questo Paese; negli anni 80 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) l’ha dichiarata tra le terapie mediche più semplici e duttili esistenti. Nel suo libro “Benessere totale” il celebre medico e scrittore indiano-americano Deepak Chopra, fondatore dell’American Association of Ayurvedic Medicine, afferma: Scopo dell’Ayurveda è spiegarci come determinare, modellare, estendere e in definitiva controllare la nostra vita senza l’interferenza della malattia o della vecchiaia. Il principio guida dell’Ayurveda è che la mente esercita un’influenza fondamentale sul corpo e la libertà dalla malattia dipende dal rapporto con la nostra autocoscienza”. L’Ayurveda non è dunque solo un sistema medico, ma anche una via per il risveglio interiore, per trovare il senso più profondo del “perché viviamo”. 

Gli antichi ayurvedici si sono chiesti: “Dobbiamo proprio ammalarci e invecchiare?”. La risposta che si sono dati è stato un sonoro “No!”. Se teniamo in armonia ed equilibrio le forze dentro di noi e con l’ambiente circostante, possiamo non  conoscere la malattia: questo sostiene l’antica medicina indiana. Ogni forma di stress ed eccesso è quindi da bandire. E così uno dei concetti basilari dell’Ayurveda è il seguente: si può prevenire ogni malattia e problema di salute, se si mantiene l’equilibrio non solo nel corpo, ma anche nella mente e nello spirito. Altro concetto base: in ognuno di noi c’è un impulso a crescere e progredire. 

L'uomo è un “microcosmo” perfettamente inserito nel “macrocosmo” che è la natura, i cui principi sono identici a quelli presenti nell’uomo. Di qui la deduzione che i cinque elementi base dell'universo (etere/spazio, aria, fuoco, acqua e terra) si esprimono anche nella formazione dell’uomo e della sua costituzione. Questo è il presupposto per comprendere un altro principio dell’Ayurveda, ovvero è possibile utilizzare, se lo si conosce, tutto quanto è presente nell'universo (erbe, radici, minerali, cortecce di alberi, ecc.) al fine di curare le malattie. 

Nell’uomo i cinque elementi, combinandosi fra loro, creano tre forze fondamentali o dosha (distinti in vata, pitta e kapha), che – interagendo fra loro - danno vita alla costituzione (o pakriti) di ogni individuo sul piano fisico, emotivo, intellettuale e spirituale. Secondo l'Ayurveda la malattia è causata da un'alterazione della combinazione dei tre dosha che, come già detto, definiscono la nostra pakriti o costituzione individuale. Lo stato di salute viene recuperato attraverso il riequilibrio dei dosha. Anche se vi sono appena tre dosha, l’Aurveda li combina in dieci possibili modi o dieci tipi corporei. Ma vediamo in sintesi le caratteristiche dei tre dosha di base.

Vata, combinazione di etere e aria, controlla il movimento; le persone vata sono imprevedibili, perché in loro l’energia mentale e fisica non ha stabilità, ma arriva in modo discontinuo. La più importante funzione vata è quella di controllare il sistema nervoso centrale (quando il dosha è in squilibrio si manifestano ansia, depressione e disordini mentali). I tipi vata sono vivaci, eccitabili, imprevedibili, immaginativi, loquaci e tendono a strafare.
Pitta
, nato dall’unione di fuoco e acqua, è il principio del calore e della trasformazione; governa i processi digestivi e di trasformazione. L’eccesso di pitta è associato a bruciori di stomaco, tendenza all’ulcera e sensazioni di bruciore nell’intestino. Se il tema del vata è il movimento, quello del tipo pitta è lintensità; se equilibrato il tipo pitta è entusiastico nelle sue emozioni, contento e affettuoso, vivace, metodico, ma se stressato diviene facilmente collerico.
Kapha
combina acqua e terra; è il principio della coesione e della stabilità, presiede alle funzioni del sistema immunitario, è responsabile della struttura del corpo e governa i tessuti umidi del corpo (i kapha lamentano spesso sinusiti, asma, bronchiti e dolori alle articolazioni). E’ un dosha lento, il cui tema dominante è la rilassatezza. I kapha sono affettuosi e tolleranti (in una parola materni), ma la loro tipica emozione negativa è l’attaccamento. Se in squilibrio diventano testardi, indolenti e pigri. Spesso solo uno o due dosha predominano nella nostra personalità e costituzione fisiologica o pakriti. Quest’ultima è responsabile anche delle predisposizioni individuali verso squilibri e malattie. E così la conoscenza della nostra prakriti diventa molto importanza per una gestione consapevole della nostra vita e della nostra salute. La prima domanda che un medico ayurvedico si pone non è "di cosa soffre il paziente", bensì: "chi è il mio paziente?", intendendo con questo il "tipo" corporeo o pakriti (natura) cui il paziente corrisponde. Prima di conoscere disturbi, dolori e malattie, il medico ayurvedico si preoccupa dunque di conoscere la natura fondamentale del suo paziente.

* Lingua dell'India dalla quale derivano molte moderne lingue del Paese (primo tra tutti l'hindi, la più diffusa). Il suo ruolo nella cultura indiana è simile a quello del latino e del greco antico in Europa.

Mente e corpo “dialogano” attraverso i dosha

I dosha consentono il dialogo della mente col corpo: gli eventi mentali (paure, speranze, dubbi, desideri, ecc.) lasciano un marchio sulla nostra componente fisiologica. Lo squilibrio dei dosha è l’indicatore primo che la nostra mente e il nostro corpo non sono perfettamente coordinati. “Ecco perché – scrive ancora Chopra – un grande poeta come Keats morì a 26 anni di tubercolosi e un genio della musica come Mozart a soli 35 anni per una patologia renale: mancava la coordinazione tra la genialità della mente e il corpo”. Uno dei modi con cui i medici ayurvedici stabiliscono la condizione dei dosha è la diagnosi mediante il polso. I dosha sono in stretta relazione fra loro e sono bilanciati quando sono in una specie di equilibrio dinamico. Se si mangia del cibo piccante si innalza pitta (il dosha più caldo), mentre vata e kapha, che sono freddi, si abbassano. Ingerire acqua molto fredda abbassa pitta, ma alza gli altri due dosha, per riabbassare i quali basterebbe mangiare dei semi di finocchio, che però tendono ad alzare pitta. E il processo ricomincia, in un flusso e riflusso continuo.

Informazioni utili

www.ayurvedaItalia.it è un portale con anche gli indirizzi degli operatori ayurvedici che lavorano nelle varie regioni italiane. Corsi e master per medici e terapisti sono reperibili su www.ayurvedicpoint.it, dove trovare notizie sulla medicina ayurvedica e anche l'indirizzo del centro presso il quale ricevere cure e trattamenti ayurvedici. Per indirizzi e info su associazioni e scuole ayurvediche in Italia si visiti www.olisticmap.it Tra i testi sull’argomento, da non perdere Benessere Totale di D. Chopra, ed. Sperling Paperback; oltre a nozioni sull’antica tradizione medica indiana contiene indicazioni di pratica utilità, dalla dieta alla meditazione, dalle tecniche antistress agli esercizi per compensare gli squilibri. Per chi non si accontenta dei soli testi scritti, segnaliamo Ayurveda, arte di vivere arte di guarire, un DVD + libro edito da Feltrinelli Real Cinema.

Le tecniche della medicina ayurvedica

Quando ci ammaliamo, secondo l’Ayurveda? Quando i dosha che costituiscono la nostra costituzione o pakriti non sono in equilibrio. Questo squilibrio crea disordine: dunque la salute è equilibrio e ordine, la malattia è invece squilibrio e disordine. Stili di vita e abitudini sbagliate, alimentazione scorretta, stress fisico ed emotivo, cattiva gestione delle emozioni sono alla base dello squilibrio dei dosha. Quando lo squilibrio persiste e si aggrava finisce per alterare metabolismo e fisiologia dei tessuti, producendo e accumulando tossine (Ama). Ogni malattia esprime dunque un accumulo di Ama o tossine. Tre sono le principali cause delle malattie, secondo l’Ayurveda. Si inizia con l’errore dell’intelletto, il cui più grave sbaglio è l’identificazione con i nostri limiti invece che con l’illimitatezza della nostra vera condizione. A causa anche di modelli culturali indotti, spesso ci identifichiamo col nostro corpo, col nostro ruolo nel mondo del lavoro o in famiglia, con quello che possediamo, finendo per scordare che la nostra vera natura è di essere esseri illimitati. Ciò ci fa compiere errori nell’atteggiamento mentale, psicologico e spirituale. Uno dei modi per ovviare a tali errori è la meditazione, con la quale riacquistiamo la memoria della nostra condizione più autentica.

Il secondo errore consiste nell’utilizzo improprio dei sensi. Quando la mente, a causa dell’errore dell’intelletto, diventa incapace di prendere decisioni a sostegno della vita, i sensi vengono utilizzati in modo scorretto, ovvero eccessivo (troppe ore davanti alla TV o al computer, ascolto di musica a volume troppo alto, ecc.), insufficiente (solitudine, poca esposizione ai raggi solari, ecc.) e dannoso (vedere o sentire cose negative o che creano angoscia).  L’uso scorretto dei sensi indebolisce e squilibria i dosha, facendo accumulare tossine. La perdita del naturale adattamento fisiologico ai cambiamenti stagionali e climatici è infine la terza causa di malattia.

Regole nutrizionali, impiego di piante medicinali, massaggi (abyangam) con oli e tecniche particolari, terapie disintossicanti (panchakarma), tecniche di purificazione ed esercizi yoga sono alcuni degli strumenti con cui la medicina ayurvedica contrasta la malattia. In particolare, per ovviare agli squilibri dei sensi si utilizzano aromi, musica, consapevolezza dei sapori dei cibi, di spazi, forme e colori, stimolazioni tattili e di contatto.  Le sostanze utilizzate nei trattamenti sono differenti, ma essenzialmente a base di oli erbalizzati e polveri medicate che variano secondo lo squilibrio e la costituzione individuale.  Anche la quantità dei trattamenti, le sostanze utilizzate e la loro frequenza nell’assunzione tengono conto delle necessità individuali.  Per un elenco dei principali trattamenti, con anche una loro breve descrizione si visiti il sito www.ayurvedicpoint.it Informazioni pratiche, ampie e ben dettagliate su tecniche e terapie ayurvediche si possono trovare nel libro I segreti della guarigione ayurvedica di Maya Tiwari, ed. Il punto d’Incontro. Molte malattie potrebbero essere evitate se solo si attuasse un’efficace azione preventiva, adottando alcune delle regole di vita quotidiana consigliate dall’Ayurveda, a cominciare dalla conoscenza della propria costituzione individuale (prakriti).  La prevalenza di questo o quel dosha fornisce infatti indicazioni molto chiare non solamente sul tipo di dieta da seguire, ma anche sullo stile di vita più adatto alla propria costituzione.

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