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Curare il corpo fisico non è sufficiente
Antroposofia

Curare il corpo fisico non è sufficiente

Nata intorno agli anni Venti del secolo scorso, la medicina antroposofica rappresenta uno dei numerosi campi di applicazione del pensiero di Rudolf Steiner (1861-1925), scienziato e filosofo austriaco padre dell’antroposofia (letteralmente “conoscenza dell’uomo”). La spinta al movimento medico antroposofico si deve a Ita Wegman, una dottoressa vicina a Steiner che fondò nel 1921 la prima clinica di medicina antroposofica nei pressi di Basilea, in Svizzera. Ospedali e cliniche antroposofiche sono oggi presenti soprattutto in centro-nord Europa (Austria, Svizzera, Germania, Gran Bretagna, Paesi Bassi e Svezia) e questa medicina viene insegnata nelle università tedesche, inglesi e svizzere. La medicina antroposofica non si contrappone a quella scientifica (i cui metodi e tecniche in parte utilizza), ma la amplia, perché nel suo intervento diagnostico e terapeutico non considera unicamente la parte fisica del paziente, ma anche quella immateriale.

Essa persegue salute e guarigione curando l’uomo nella sua globalità, partendo dal presupposto che l’organismo umano si articola in corpo fisico, corpo eterico, corpo astrale (o anima) e spirito (o autocoscienza). Il corpo fisico è accessibile alla percezione sensoriale o a quella effettuata con gli strumenti diagnostici della medicina. L’insieme delle forze vitali costituisce invece il corpo eterico ed è una realtà sovra-sensibile e quindi difficilmente analizzabile con metodi scientifici. A differenza delle piante e degli animali l’uomo possiede inoltre una sfera animica (corpo astrale) nella quale sono contenuti pulsioni istintive, emozioni, pensieri e coscienza del mondo esteriore. Per l’antroposofia c’è infine un quarto elemento del tutto peculiare all’umanità: si tratta della sfera spirituale, grazie alla quale non solo siamo dotati di coscienza, ma siamo pure consapevoli di avere coscienza. Tra questi quattro componenti vi è un fine equilibrio e proprio nella rottura di tale equilibrio è da ricercare la causa della malattia. Risalire alla causa prima che ha indotto questo squilibrio è il compito del medico antroposofico, il quale sa che non sempre il sintomo ha origine nel punto in cui si manifesta e che intervenire con terapie che agiscono sulla parte animica del paziente o sullo squilibrio tra le parti permette di andare alla radice del male, non limitandosi a trattare il solo sintomo fisico.

Secondo la medicina antroposofica esistono anche altri squilibri che causano malattia: mentre il corpo eterico dà forma al corpo fisico e lo mantiene sano, quello astrale ha un effetto distruttivo (o catabolico) su di esso, essendo quindi potenzialmente causa di malattia. Se fra questi due processi vi è un forte squilibrio, si genera malattia, la quale pertanto non è un evento anomalo che colpisce l’uomo dall’esterno, ma è sempre presente al suo interno. Senza una certa tendenza alla malattia l’uomo non potrebbe essere sano in senso davvero umano. Questo è il motivo per cui la guarigione non può essere indotta solo dall’esterno, ma è una potenzialità intrinseca all’uomo. Non è un caso che il sonno (quando vita cosciente e spirituale abbandonano il corpo fisico) sia il primo guaritore e la prima medicina offerta all’uomo dalla natura contro la malattia latente.

E ancora la medicina antroposofica parla di tre sistemi principali, i quali sono connessi al modo con cui i tre elementi immateriali dell’uomo (corpo eterico, astrale e spirito) agiscono sul corpo fisico. Sono il sistema dei nervi e dei sensi (neuro-sensoriale) comprensivo delle attività di nervi, cervello, midollo spinale e organi di senso; il sistema del ricambio e degli arti (metabolico-motorio) che include assorbimento e digestione degli alimenti, metabolismo e attività degli arti; e il sistema ritmico (cardio-respiratorio) relativo a respirazione e polso. Se tra i sistemi neuro-sensoriale e metabolico vi è equilibrio la salute è preservata, mentre i sistema cardio-respiratorio è di per sé interessato a conservare tale equilibrio (di qui il suo ruolo fondamentale nei processi di guarigione). Se però questo equilibrio viene meno, si possono generare due tipi di malattia: un eccesso di attività del polo metabolico causa stati febbrili e infiammatori, mentre un eccesso del polo neurosensoriale produce perdita di fluidi, di mobilità e flessibilità, indurimento e formazione di depositi minerali, come nelle malattie degenerative o sclerotiche. La cura si prefiggerà allora di ricreare il giusto equilibrio, sempre tarato sul singolo paziente, tra i vari rapporti di forze, facendo appello al sistema ritmico.

Così in Italia

Attualmente la medicina antroposofica viene praticata in una settantina di Paesi in tutto il mondo. In Italia, a differenza di quanto avviene per esempio in Svizzera o in Germania, non sono operativi ospedali antroposofici, ma c’è una struttura di soggiorno, la Casa di Salute Raphael di Roncegno (in Valsugana, a una trentina di chilometri da Trento) che propone le metodiche antroposofiche e funziona anche come centro di cure termali (info: www.casaraphael.com). All’indirizzo internet della Società antroposofica italiana www.medicinaantroposofica.it/page-indirizzi/elenco-medici.html sono pubblicati gli indirizzi dei medici che praticano la medicina antroposofica in libera professione in quindici regioni italiane.

Info utili

Notizie sull’antroposofia (anche di pratica utilità, come informazioni su corsi, convegni, conferenze, scuole steineriane, ecc.) si trovano nel sito www.rudolfsteiner.it All’indirizzo web della Società di Medicina Antroposofica www.medicinaantroposofica.it sono – fra l’altro – scaricabili due brochure dedicate rispettivamente alla medicina e ai medicinali antroposofici. Per una conoscenza di prima mano delle idee di Rudolf Steiner relativamente alla pratica medica ci sono i testi delle sue conferenze, tra i quali Scienza dello spirito e medicina ed. Antroposofica. Medicina antroposofica del medico Michael Evans (tra i fondatori del primo ospedale antroposofico nel Regno Unito) e del giornalista Iain Rodger è un testo di relativamente facile lettura che introduce al pensiero medico antroposofico, con una discreta sezione di informazioni utili nella parte finale. Di pratica utilità è invece Medicina antroposofica familiare di Sergio Maria Francardo, Edilibri, dove si trovano anche indicazioni su rimedi e procedure utilizzati nella cura di disturbi comuni, dalla tosse al mal di pancia o di denti.

Le tecniche della medicina antroposofica

La medicina antroposofica impiega metodi e strumenti della medicina convenzionale nella misura in cui consentono una corretta analisi della corporeità fisica dell’uomo e soprattutto quando sono necessari, in primis nelle condizioni di emergenza. Accanto ad essi propone però anche metodi che le sono propri e con cui risveglia nel paziente il processo di auto guarigione e facoltà spirituali, quali immaginazione, ispirazione e intuizione. Scopo principale della terapia antroposofica è rivitalizzare le forze di risanamento insite in ogni paziente. Oltre ai medicinali che agiscono sulla parte fisica e vitale, adotta varie discipline artistiche (pittura terapeutica, musicoterapia, modellatura, arte della formazione della parola, euritmia*) che influenzano la parte animica (psichica) del paziente. Mediante il colloquio e il lavoro sulla biografia del paziente, il medico antroposofico fornisce inediti punti di vista sulla vita del paziente stesso e sul significato (a volte anche karmico**) della sua malattia, aiutandolo a modificare comportamenti scorretti e agendo, in questo caso, sulla sua parte spirituale. Un ruolo importante viene attribuito anche all’alimentazione, prestando attenzione alla qualità dei cibi, specialmente nell’infanzia. Secondo Steiner, per esempio, l’eccessivo uso di proteine nella prima infanzia predispone alla contrazione della sclerosi, fattore scatenante delle malattie degenerative di cui soffre la civiltà dei consumi.
Come già detto, in medicina antroposofica i farmaci tradizionali vengono utilizzati, ma con alcune limitazioni, come nel caso di antibiotici o certi vaccini impiegati solo in casi eccezionali. I medicamenti antroposofici utilizzano sostanze naturali (di origine minerale, vegetale e animale) e sono preparati in speciali laboratori secondo i principi omeopatici, anche se, a differenza di questi ultimi, hanno in genere forma liquida e non solida. Oltre alla classica tecnica omeopatica delle diluizioni successive, vengono usate nuove tecniche di dinamizzazione, come quella del tutto peculiare relativa ad alcuni sali metallici, facendo effettuare le diluizioni da cicli biologici di piante impiegate  come “eccipienti viventi” che danno vita a metalli vegetabilizzati. I medicinali vengono prescritti al fine di influenzare quei processi alterati che si manifestano nella malattia. Ve ne sono per uso esterno (colliri, emulsioni, gel, spray nasali, essenze, oli, unguenti, polveri, tinture, pomate), interno (gocce, diluizioni omeopatiche, polveri triturate, compresse, globuli, capsule, infusi, supposte), inalazione o iniezione (fiale e soluzioni sterili). L’uso esterno di unguenti, essenze e pomate da spalmare sulla cute ha la funzione di stimolare il sistema nervoso e le funzioni strutturanti. I processi rigenerativi e di movimento sono invece stimolati dall’assunzione di gocce, globuli, sciroppi per via orale. Le sostante inalate o iniettate entrano a diretto contatto col sangue e il loro effetto principe è quello di equilibrare.

* L’euritmia è arte del movimento: attraverso la gestualità si manifestano visibilmente le leggi archetipiche di suono e linguaggio, nonché il legame che esiste fra queste leggi e lo spazio interiore ed esteriore dell'uomo.
** Il karma è il frutto delle azioni compiute nel corso delle precedenti vite, che determina il destino della vita successiva.

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