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Medicine non convenzionali e farmacisti, quale futuro?

Alla luce delle nuove tendenze da parte di consumatori e mercato, con la diffusione di rimedi alternativi alla medicina allopatica, quale ruolo deve svolgere il farmacista? lo abbiamo chiesto agli ‘addetti ai lavori’.

Silvio Damioli, farmacia Diana di Milano
“Il ruolo del farmacista è sostanzialmente quello di fungere da ‘filtro’ e fornire consigli per consentire un uso corretto e appropriato delle sostanze contenute nei rimedi e nei farmaci proposti in farmacia. Un ‘filtro’ che presuppone una formazione costante, anche per i prodotti delle medicine cosiddette non convenzionali. Per proporre certi rimedi occorre conoscerli, sapere quali sono i loro possibili effetti collaterali, le interazioni con altri farmaci, le eventuali controindicazioni. Non solo a livello associativo, ma anche da parte delle stesse case produttrici di rimedi omeopatici o fitoterapici si tengono corsi seri e utili a una corretta conoscenza di tali rimedi. La formazione e l’aggiornamento costante sono importantissimi per una professione come la nostra. Spesso le persone entrano in farmacia a chiedere di prodotti dei quali hanno letto su internet o sono state consigliate da amici o conoscenti. Ecco, queste sono le situazioni più dannose e pericolose, perché il cliente non è a conoscenza di tutto quanto riguarda quel determinato prodotto e le possibili sinergie che può avere magari con altri farmaci che già assume. Pochi, ad esempio, sanno che per gli integratori spesso il freddo ha un’azione peggiore del caldo. Diverso è – ovviamente – il caso di un cliente che si presenta con la ricetta prescritta da un medico specializzato in omeopatia, in antroposofia, in medicina cinese o ancora indicato da un naturopata professionista. In questo caso il ruolo del farmacista è quello di garantire la corretta conservazione del prodotto che viene dispensato”.

Francesco Antonioli, farmacia Monte Rosa di Milano

“Apparentemente la domanda sembra contenere già la risposta e non si tratta di un ruolo nuovo: il farmacista viene da sempre interpellato per informazioni, consigli e rassicurazioni. Quello che in realtà ci domandiamo noi farmacisti è come mantenere e dare valore a questo nostro ruolo nell’attuale società nella quale le informazioni vanno alla velocità della luce. Credo che il nostro ruolo, se la farmacia continuerà a essere considerata un presidio del sistema sanitario, dovrà essere sempre quello di garantire un'interpretazione corretta di queste informazioni, basandoci su una visione più ampia dovuta a un continuo aggiornamento personale, ma anche basandoci su sistemi informativi preparati dalle organizzazioni di categoria. In particolare riguardo ai rimedi alternativi, come vengono definiti nella domanda, è fondamentale dare risposte equilibrate e corrette sia agli entusiasti che agli scettici”.

Antonio Schiavo, farmacia Schiavo di Brescia
“E da oltre trent’anni che studio e propongono la medicina naturale. Per me è una passione che porto avanti da sempre e, quando un cliente entra nella mia farmacia e chiede la mia consulenza, gli parlo e gli propongo rimedi naturali. In città sono un punto di riferimento importante da questo punto di vista. Ho addirittura fondato tempo fa, assieme ad altri colleghi, l’Associazione omeopatica bresciana con l’obiettivo di favorire una medicina “armonica”. Mi piacciono tutte le medicine non convenzionali, dall’omeopatica all’antroposofica e alla cinese e propongo le loro soluzioni. Questa scelta mi dà tanta soddisfazione, anche perché i rimedi naturali funzionano molto bene. Metto la mia preparazione pluridecennale e la mia professionalità al servizio dei clienti, i quali pure sono soddisfatti: toccano infatti con mano i risultati positivi che possono raggiungere con i rimedi naturali, con scarsi effetti collaterali. Del resto è risaputo che gli effetti iatrogeni di certe medicine sono tra le ragioni che spingono sempre più le persone verso le soluzioni naturali, pur restando fermo il fatto che medicinali quali statine e inibitori di pompa protonica hanno prodotto importanti risultati per la guarigione. E’ poi la prescrizione - senza una reale valutazione complessiva di questi farmaci di sintesi - che può creare problemi. In ogni caso, grazie anche al lavoro dei media, va detto che recentemente la cultura dei clienti si è innalzata parecchio rispetto a questi temi”.

Mario Giacone, farmacia Braccio di Torino
“Uno dei compiti del farmacista è il ‘dispensare’ farmaci, attività da intendersi non solo come semplice cessione di un bene, ma soprattutto come prestazione professionale che ha la sua ragion d’essere nella volontà del legislatore di porre un ‘filtro’ tra paziente e farmaco. Proprio questa funzione di filtro e collegamento tra la proposta di salute (che genericamente arriva dall’industria tramite la pubblicità o via internet) e il cittadino rappresenta il ruolo cruciale per il farmacista nei prossimi anni. In futuro il compito di chi svolge la nostra professione sarà sempre più quello di vagliare in base alle proprie competenze professionali le proposte e - una volta selezionate - tradurle al consumatore finale. La funzione di filtro tra paziente e medicinale e tra paziente e informazione esterna, prevista dalla legge stessa, ci impone di dare il corretto inquadramento al cittadino su ogni prodotto, indipendentemente dalla nostra opinione e proponendo risposte accurate e critiche a ogni richiesta. Nel quadro generale della nostra professione va detto che queste forme di cura naturali o legate alle medicine non convenzionali rappresentano un obbligo per quanto riguarda la formazione e una grossa opportunità in merito al rapporto con il cliente. Tramite tali rimedi si possono ottenere risultati salutari, senza incorrere negli effetti collaterali e nelle assuefazioni a volte correlate al farmaco tradizionale. Non sono pertanto accettabili né atteggiamenti di chiusura aprioristica, né di favore eccessivo e acritico. Entrambi gli atteggiamenti sono dannosi non solo per i farmacisti, ma soprattutto per i cittadini, la cui salute deve rimanere il nostro prioritario obiettivo”.

Da sinistra Silvio Damioli, Francesco Antonioli, Antonio Schiavo e Mario Giacone

Medicine non convenzionali e farmacisti, quale futuro?
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