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”Il nostro organismo non può fare a meno di alimenti freschi”

La medicina antroposofica, diretta emanazione del pensiero filosofico di Rudolf Steiner, attribuisce notevole importanza al momento nutritivo. Abbiamo sentito al riguardo il dottor Emilio Zavattaro, medico antroposofo (membro di SIMA-Società Italiana di Medicina Antroposofica), dei cui pareri strettamente medico-scientifici si avvale Weleda Italia, azienda che nel nostro Paese distribuisce medicinali, dietetici e cosmetici prodotti nel rispetto del pensiero antroposofico, prestando anche attività di formazione, informazione e divulgazione.


Nell’antroposofia un ruolo importante viene riconosciuto all’alimentazione e prima ancora ai metodi di coltivazione che devono essere biodinamici. Possiamo chiarire meglio questi due concetti?

Rudolf Steiner, ispiratore dell’antroposofia, nel corso della sua vita si è pronunciato molte volte e da differenti punti di vista sul problema dell’alimentazione tanto che qualsiasi risposta data in un contesto semplicemente informativo è, di necessità, rischiosamente riduttiva. Tuttavia in estrema sintesi potremmo dire: l’uomo è la manifestazione unitaria di componenti materiali, il suo corpo fisico, e spirituali, le sue forze vitali, psichiche e spirituali. Il corpo fisico è anche lo strumento, materiale, visibile, attraverso il quale la realtà immateriale psichica e spirituale può manifestarsi. Ad esempio un danno nella struttura fisica del cervello può condizionare fortemente una piena e libera espressione delle facoltà di un essere umano.  Senza entrare nei dettagli possiamo anche dire che ci sono corporeità più duttili, flessibili, permeabili che consentono a chi le possiede una facilità di espressione come anche corporeità “dure”, spesse, insensibili appaiono chiaramente a volte come ostacoli importanti ad una piena espressione dell’individuo. Ebbene l’alimentazione, assieme ad altri fattori ha un ruolo non piccolo nell’orientare la qualità, densa o la flessibile, di un corpo in via di sviluppo. 


Può fare qualche esempio al riguardo?

Ricordiamo come è stato scoperto dalla scienza attuale che una dieta  ricca di proteine e grassi animali in età precoce favorisca l’aterosclerosi cioè un “indurimento” del corpo. Se il corpo diventa troppo minerale, è più difficilmente compenetrato dalle sue componenti spirituali. Questa è la priorità. Il discorso sulle patologie da alimentazione, da accumulo, è solo secondario anche se non meno importante. Ciò che è di primaria importanza poi rispetto all’alimento ingerito non è tanto la sua composizione chimica in senso analitico bensì la sua qualità, la sua intima vitalità. Oggi è ben documentato il fatto che una nutrizione fondata esclusivamente su cibi conservati o artificiali porta inesorabilmente a patologie. L’organismo non può fare a meno di alimenti freschi. Perché? Perché sono vivi, hanno forze vitali: la prova è che in un certo tempo deperiscono, “muoiono” cioè vengono abbandonati dalla vita. Se nutriamo un individuo con una pillola di proteine, zuccheri e grassi in quantità ottimamente bilanciata non potrà vivere a lungo senza ammalarsi. Il metodo di coltivazione biodinamico cura in particolare la salute della terra e la vitalità dei suoi frutti. Gli alimenti che ne derivano hanno una qualità vitale che una coltura forzata, alimentata chimicamente, non riescono a fornire e quella poca che hanno viene ulteriormente impoverita dai metodi di conservazione industriale e di cottura moderna, ad esempio con i forni a microonde. Nella nutrizione è decisivo non quanto mangio ma quanto lavoro devo produrre per digerire e assimilare un alimento: più un cibo è vitale più devo lavorare per assimilarlo. Questo lavoro genera forza, qualsiasi buon lavoro regolarmente ripetuto genera capacità, abilità e competenza. Mangiare poco cibo di alta qualità vitale ha un impatto sulla nutrizione molto più salutare di tanto cibo di qualità scadente. Intendendo per salute la piena espressione fisico-psichica e spirituale dell’uomo.


Si può dire che Rudolf Steiner già un secolo fa avesse compreso i rischi che il chimismo introdotto in agricoltura avrebbe comportato e, da ecologista ante litteram, abbia adottato un sistema biologico di produzione degli alimenti (agricoltura biodinamica) secondo il quale l'azienda agricola è un vero e proprio organismo?

Certo che si può dire! Ricordo a titolo anedottico  l’affermazione fatta da Rudolf Steiner nel 1923 nel corso di una conferenza sui problemi dell’alimentazione in cui disse tra le altre cose “..Se dunque un bovino mangiasse direttamente carne, la conseguenza sarebbe che produrrebbe un'enorme quantità di sali urici che andrebbero nel cervello e lo farebbero impazzire. Se potessimo fare l'esperimento di nutrire una mandria di bovini con carne di colomba, otterremmo una mandria impazzita.” Non è difficile scorgere qui la descrizione del fenomeno della mucca pazza che si sarebbe verificato ottanta anni dopo a causa dei mangimi per bovini prodotti da carcasse animali! In altri contesti formativi Steiner avvertì gli agricoltori che l’utilizzo intensivo della terra anche con fertilizzanti chimici ne avrebbe prodotto l’esaurimento. Allo stesso modo in cui un sistema di terapia basato solo su farmaci soppressivi come antibiotici e antiinfiammatori può condurre un organismo all’esaurimento delle sue forze di salute. Così come il metodo biodinamico cura la terra come se fosse un organismo vivente, allo stesso modo l’azienda agricola può essere compresa come una unità vivente. Questo è uno degli aspetti più interessanti dello studio dell’agricoltura biodinamica.


A Steiner viene attribuita questa affermazione “La vita di un uomo è decisa dalla sua alimentazione. La fortuna o la sfortuna, la felicità o l'infelicità, la longevità o la morte precoce, la stoltezza o la saggezza, la bellezza o la bruttezza, il bene o il male, sono decisi dall'alimentazione”. Condivide questa affermazione?

No. Anche perché non mi risulta che Steiner l’abbia mai detto, non in questa forma perlomeno. Ci si può andare vicini se si  pensa forse alla domanda che il dr. Pfeiffer, uno dei futuri ricercatori nell’ambito dell’evidenziazione delle forze vitali nelle sostanze attraverso il metodo della dinamo lisi capillare e della cristallizzazione, pose a Steiner. Egli chiese una volta come mai nonostante il costante lavoro meditativo spesso si ottenessero risultati così esigui nella maturazione spirituale personale. La risposta di Steiner, che come sempre era diretta alla persona che poneva la domanda, fu “E’ un problema di alimentazione”, intendendo così che in quel caso personale la natura dell’alimentazione seguita rendeva il suo corpo più denso, più rigido e quindi più difficilmente compenetrabile dalle sue forze spirituali. Da qui a dire che “…bene o male, stoltezza o saggezza sono decisi dall’alimentazione..” ce ne passa e si fa un torto al pensiero di Steiner che invece era rivolto al massimo della libertà individuale. E’ interessante ricordare come Steiner non abbia mai preso posizione a favore del vegetarianesimo o dell’alimentazione carnivora affermando solo che esistono uomini con un a costituzione più adatta a mangiare carne (quelli con intestino più breve) e altri più adatti all’alimentazione vegetariana (quelli con intestino più lungo).


A chi spetta, secondo lei, il compito di educare a un’alimentazione salutare?

Se partiamo dall’assunto pedagogico che l’educazione del bambino è rappresentata fondamentalmente dall’autoeducazione degli educatori (genitori, maestri etc.) bisognerebbe dire che primariamente ciascuno dovrebbe imparare ad autoeducarsi. Il passo successivo sarebbe quello di poter dare un suggerimento a coloro che lo chiedono, senza ammorbare il mondo con le nostre crociate. Mi consenta questa battuta. Ma non c’è niente di più antieducativo che i crociati dell’alimentazione che vogliono convertire il modo! Diverso è quando si riveste un ruolo, ad esempio il medico, il nutrizionista,  che è preposto a dare indicazioni di tipo nutrizionale. Purtroppo ho l’impressione che anche in questi ruoli ci sia poca vera informazione e soprattutto poca autoeducazione.


In che modo Weleda ha declinato i principi antroposofici in linea generale?

Per rimanere attinenti al tema direi l’utilizzo per l’ambito farmaceutico e cosmetico di piante selezionate da coltivazione biodinamica. Nel processo di produzione dei suoi prodotti sono applicate tutte le conoscenze antroposofiche dei rapporti antropologici tra regni della natura e uomo, ovvero l’utilizzo differenziato di composizioni che derivano dai tre regni della natura a seconda dell’ambito corporeo o funzionale che si deve curare. Sul piano sociale Weleda si è impegnata per la sostenibilità ambientale della produzione e della distribuzione con il sostegno alle modalità di Fair Trade. Nell’approvvigionamento delle materie prime, Weleda collabora con partner locali in tutto il mondo: un altro esempio significativo riguarda l’enorme quantità di petali di rosa damascena distillati in Turchia per la profumazione della linea Rosa Mosqueta, che vengono raccolti a mano dai collaboratori di una cooperativa nata per iniziativa dell’azienda stessa. Con questi progetti, e altri simili in molte parti del mondo, Weleda contribuisce alla salvaguardia delle risorse naturali e favorisce l’affermarsi di modelli di collaborazione equo-solidale con i suoi dipendenti e fornitori.


Weleda ha un occhio di grande riguardo per la maternità e i bambini. Ciò vale anche dal punto di vista nutrizionale?

Anche. Il fermo sostegno dell’allattamento al seno dai primi anni del Novecento fino ad oggi, anche in periodi in cui venne messo in discussione dagli ambienti accademici, è uno dei segni di questo interesse così come la scelta critica di un allattamento ritmico piuttosto che a richiesta e di un distacco dal seno più o meno definito piuttosto che indefinito. E’ un interesse che parte dalla considerazione che l’uomo sviluppa progressivamente i suoi arti costitutivi corpo, vitalità, anima e spirito e ciò richiede un attenzione adeguata, sino nei più piccoli dettagli. Da qui derivano alcune scelte alimentari, al di là dell’ovvia e già citata qualità biodinamica degli alimenti. Sapere che le radici hanno un effetto in particolare sull’apparato nervoso, le foglie su quello respiratorio cardiovascolare e i frutti sul apparato digestivo metabolico orienta i tempi e le scelte degli alimenti e la composizione dei pasti, anche tenendo conto del corso delle stagioni nell’anno.


Nelle foto:

Da sinistra, il dott. Emilio Zavattaro, membro di S.I.M.A. - Società Italiana di Medicina Antroposofica; Stefano Riva, amministratore delegato di Weleda Italia. E due integratori di punta a marchio Weleda, ovvero il Decotto Betulla (favorisce il ricambio dei liquidi) e lo Sciroppo Olivello Spinoso (aiuta le difese immunitarie).  Di questi due prodotti si allegano anche schede informative.

”Il nostro organismo non può fare a meno di alimenti freschi”
”Il nostro organismo non può fare a meno di alimenti freschi”
”Il nostro organismo non può fare a meno di alimenti freschi”
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