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data evento 17/04/2014

Obesità, pericoloso fenomeno mondiale

“L'obesità non viene considerata una malattia, mentre oggi sappiamo con certezza che l’eccesso di tessuto adiposo a livello viscerale attiva un meccanismo fisiopatologico capace di scatenare ipertensione e malattie cardiovascolari, infarto e ictus, ma anche malattie renali e metaboliche, la principale delle quali è senz’altro il diabete. Sono numerose le patologie che vengono considerate indipendenti, e quindi trattate di conseguenza, che invece potrebbero essere eliminate intervenendo sulla causa originale, cioè l’obesità. Almeno il 35 per cento dei tumori potrebbe essere prevenuto grazie a una corretta alimentazione e mantenendo un peso corporeo nella media”. In questo intervento del prof. Michele Carruba, docente di Farmacologia all’Università di Milano, sta in sintesi quanto è emerso da un recente simposio tenutosi a Parma sui temi dell’obesità, condizione responsabile di moltissime patologie (come appunto detto da Carruba) e che interessa milioni di persone nel mondo, motivo per cui è stato coniato in neologismo “globesity” che ha dato il titolo al simposio emiliano, ovvero “Globesity and its metabolic and digestive consequences”. Ma come trattare questa patologia? L'approccio all'obesità - si è detto al simposio - deve essere multidisciplinare, partendo da terapia dietetica ed esercisio fisico, abbinandoli a un approccio comportamentale, eventualmente in associazione a una terapia farmacologica.

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