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data evento 03/01/2014

Scoperte scientifiche, ecco le più importanti del 2014

“What to expert in 2014” è il titolo dell’articolo della prestigiosa rivista britannica Nature (http://www.nature.com/news/what-to-expect-in-2014-1.14448) nel quale viene redatta una sorta di lista delle più interessanti ricerche scientifiche che prenderanno corpo nell’anno che è appena iniziato. Sul versante “cancro” una ricerca sul nivolumab e il lambrolizumab, in fase di test, ha dimostrato che tali farmaci bloccano le proteine che ostacolano le cellule T – fondamentali per la risposta immunitaria - dall’attacco tumorale; i pazienti testati hanno registrato risposte migliori rispetto all’ipilimumab, terapia lanciata nel 2011 per contrastare il melanoma in fase avanzata.
 Quanto all’Aids nel 2013 due gruppi di ricerca hanno dimostrato che alcuni anticorpi nelle scimmie eliminano un virus imparentato all’Hiv. Nel 2014, tale terapia verrà testata in pazienti sieropositivi e i risultati sono attesi per la seconda parte dell’anno. Miguel Nicolelis dell’Università Duke, a Durham (Usa) ha realizzato un esoscheletro controllato dal cervello che potrebbe consentire a una persona con lesioni alla spina dorsale di tirare il calcio d'inizio dei mondiali di football in Brasile, così scrive Nature. La rivista segnala anche lo Human Brain Project, progetto europeo che entro il 2023 dovrebbe realizzare una mappa computerizzata completa del cervello umano.
Quanto alla rigenerazione con cellule staminali va segnalato che un team giapponese sta per iniziare i primi studi clinici sull’uso di staminali pluripotenti. Da segnalare anche che la società di biotecnologie Advanced Cell Technology di Santa Monica (Usa) ha comunicato che rilascerà i dati di due trial su cellule staminali embrionali umane relative all’iniezione di cellule della retina, derivate da staminali, negli occhi di una trentina di pazienti affetti da cecità degenerativa non curabile.
 Dopo decenni di sviluppo nel 2014 arriverà infine una tecnologia che sequenzia rapidamente il Dna, nota come “nanoporo biologico”.

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